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FAQ

 

Cos è il Counseling?

Il termine counseling (o counselling nella sua forma inglese) deriva dal verbo latino consulo-ere nella sua accezione etimologica di “venire in aiuto, avere cura”. Altri invece lo fanno derivare dal verbo latino consulto-are sempre con la medesima accezione etimologica. E’ importante non procedere ad effettuare la traduzione del termine counseling con consulenza. In italiano, infatti, il consulente è “un esperto -o perito- capace di dare una soluzione ad un quesito di ordine rigorosamente tecnico”. Il counselor, invece, può essere definito come “la figura professionale che attraverso le proprie conoscenze e competenze è in grado di favorire la soluzione ad un quesito che crea disagio esistenziale e/o relazionale ad un individuo o un gruppo di individui” (S.I.Co. -Società Italiana di Counseling).

Il counseling è un intervento professionale orientato alla prevenzione del disagio individuale e sociale. Si occupa di problemi specifici come prendere decisioni, sviluppare la conoscenza di sé, migliorare il proprio modo di relazionarsi agli altri.

Il counseling ritiene che ogni individuo sia autonomo e il suo intervento è mirato ad incentivare il concetto di responsabilità individuale. Per questo il counselor ha nei confronti del proprio cliente un atteggiamento attivo, propositivo e stimolante le capacità di scelta.

Il counseling si configura dunque come un intervento di tipo psicopedagogico, e non psicologico in senso stretto.

Il counselor è quel professionista che eroga la prestazione di counseling. Il counselor è adeguatamente formato alla gestione della relazione con interlocutori che manifestano situazioni di disagio (emotivo, esistenziale, etc.).

Il Counselor opera in tutti quei contesti dove sia necessario un intervento informativo, esplicativo e di supporto finalizzato non tanto a trovare soluzioni, ma a far sì che il cliente mobiliti le proprie risorse per convivere meno dolorosamente con la propria situazione di vita reale nel quotidiano.

L’obiettivo generale è quello di offrire agli utenti/clienti la possibilità di lavorare con modalità da loro stessi definite per condurre una vita maggiormente soddisfacente e ricca di risorse.

Ambiti e modalità di intervento

Se consideriamo il counselor come “il professionista che favorisce lo sviluppo e l’utilizzazione delle potenzialità già insite nel cliente, aiutandolo a superare quei problemi di personalità che gli impediscono di esprimersi pienamente e liberamente nel mondo” possiamo dire che è possibile operare il counseling in qualunque contesto.

Avremo dunque:

counseling individuale, di coppia, familiare, di gruppo
counseling scolastico
counseling aziendale (piccole, medie e grandi industrie, o in ogni caso unità lavorative strutturate)
counseling sessuologico (relativo alla coppia e alle varie tendenze sessuali o alle violenze e agli abusi sessuali)
counseling per persone in stato avanzato di malattia (AIDS, cancro, etc.)
E’ quindi possibile operare in diversi ambiti:

comunitario (scolastico, religioso, interculturale, etc.)
lavorativo (aziendale, socio-lavorativo, etc.)
socio-sanitario (artistico, filosofico, esistenziale, sociale, sportivo, etc.)

Che differenza c’è tra Persuasione e Manipolazione?

Si definisce Persuasione qualsiasi tentativo atto a modificare atteggiamenti e/o comportamenti.
Si definisce invece Manipolazione quel tentativo atto a indurre una persona a fare qualche cosa indipendentemente dalla sua volontà.
Nonostante appaiano simili, questi due concetti si contraddistinguono in diversi punti, primo fra tutti l’aspetto Etico.la Persuasione sfrutta le leve intrinseche al soggetto e la sua stessa volontà per realizzare un obiettivo in qualche modo comune (o quantomeno il soggetto lo percepisce e lo accetta come proprio obiettivo), ed in tal senso possiamo definirla etica o, per usare il termine psicologico, “ecologica” (rispetta la natura del soggetto).
La Manipolazione non rispettando la comune etica (dato che la volontà del soggetto viene posta completamente in secondo piano) non esita a ricorrere all’inganno ed al plagio. Si tratta a tutti gli effetti di una “Coercizione Psicologica”.

Cos’è la PNL?

PNL è l’acronimo per Programmazione Neuro Linguistica (NLP in inglese). E’ una disciplina che unisce conoscenze di psicologia, di ipnosi e nuovissimi strumenti nell’ambito della Comunicazione Efficace e del miglioramento personale. La PNL offre una serie di tecniche e strategie utili al problem solving, raggiungimento degli obiettivi, incremento delle vendite, aumento dell’autostima, gestione delle emozioni, eliminazione fobie, etc.

Cos è il coaching?

E’ un’arte e una disciplina il cui focus è il Partner (il Cliente) e il cui scopo è quello di rafforzarne la sua autoefficacia, in vista degli obiettivi che desidera raggiungere.

Il coaching è anche una pratica professionale olistica, in quanto traendo contributi originali da un insieme di osservazioni ed esperienze provenienti dall’analisi transazionale, dalla pnl, dalle scienze dello sport e da altri approcci manageriali, prende in considerazione il Partner come Essere, più che come individuo o professionista.

Quali sono le competenze core per il coach?
La capacità di costruire la relazione con il Partner, attraverso la dimostrazione di un autentico interesse, di integrità personale, di coerenza rispetto agli impegni concordati Ø La capacità di dichiarare compiutamente gli ambiti ed i confini del coaching, esprimendo cosa sia adeguato e cosa no ai fini della relazione di coaching; raccontando al Partner quale sia il suo metodo di lavoro.
La comunicazione efficace, autentica, che si esprime attraverso l’ascolto attivo, l’incoraggiamento, l’accettazione della mappa del Partner. Una comunicazione che utilizza domande potenti all’interno di un colloquio focalizzato interamente su ciò che il Partner dice e non dice, sul suo linguaggio paraverbale e non verbale.
La pianificazione e la costruzione di piani di azione, attraverso la facilitazione nell’individuare gli obiettivi di orientamento del Partner; l’invito allo sviluppo dell’ Action Plan del Cliente; la tensione ai risultati anche attraverso la disamina delle risorse necessarie per raggiungerli.

In che cosa il coaching si differenzia dalla terapia, dalla formazione e dalla consulenza?

TERAPIA Il Coach non investiga sui problemi antecedenti, sul “Perché non facesti quella determinata azione?!” Non lavora retrospettivamente sul passato: “Certo devi proprio essere stata maltrattata da quel tuo vecchio capo…”; e non lavora sulle cause primarie che hanno spinto a certi comportamenti che hanno procurato stati di “disagio”: chi va dal Coach non cerca un sollievo a sofferenze emotive. Insomma il Coach non ha alcuna necessità di trasferire la conoscenza dall’inconscio al conscio; Il Coach aiuta il Partner a progredire e a definire obiettivi che lo fanno evolvere verso uno stile di vita funzionale per lui e idoneo al raggiungimento dei suoi obiettivi (professionali o personali).

FORMAZIONE Nella formazione non esiste un patto di “cochiability” inteso come la reciproca disponibilità di impegno nell’affrontare una relazione intensa come quella di coaching. Nella formazione, si tende a fare un frequente ricorso all’esposizione di modelli e di applicazioni che funzionano (o che dovrebbero funzionare!) universalmente, ma questi non vengono tirati fuori dal Partecipante. Nel coaching i tempi di ripartizione del colloquio sono mediamente 80:20 a favore del Partner, mentre nella formazione sono diametralmente capovolti a favore del Docente/Trainer. Nel coaching il setting è generalmente di tipo one-to-one, nella formazione abbiamo dinamiche di aula più svariate.

CONSULENZA Il coaching è contrattualmente una forma di consulenza, dove però il Coach sta dalla parte del Partner per aiutarlo ad implementare le nuove abilità e i cambiamenti che desidera. Il Coach non è necessariamente un esperto del job del Partner, come un Mentore, non da infatti consigli, ma pone molte domande affinché il Partner trovi il modo più funzionale al raggiungimento dei suoi obiettivi. Nel setting mentale tipico del Consulente abbiamo “UNO che sa una cosa che spigherà ad un ALTRO che non la sa”. Nel setting del coaching è diverso, non si tirano fuori piani, non si mostrano brillanti soluzioni, ma si aiuta il Cliente nella scoperta di nuovi pensieri utili per sé stesso, si aiuta il Partner a individuare convinzioni, emozioni e pensieri che possano rafforzarlo nelle sue abilità di agire per il raggiungimento di ciò che desidera. Nel coaching le cose le fa accadere il Partner, non il consulente. “Il Coach non cambia i pannolini al Partner!”